Paesaggio dell’anima

     Mi piace pensare al paesaggio come a una mappa da percorrere a passo d’uomo, in bici, con una utilitaria al massimo, certo non con un Suv.

     Penso al paesaggio come al luogo dell’anima di ciascuno, dove ciascuno può ritrovare i segni, i punti di riferimento significativi della sua vita.

 

 

un bosco ombroso,

 

uno scoglio di mare da cui pescare o su cui pensare,

 

un sentiero fra i campi,

 

un albero solitario fra un campo e l’altro,

 

 

un rudere scordato,

 

 

possono scandire i giorni di una vita d’uomo, rappresentare lo scenario della sua esistenza,

essere la landscape di una generazione intera in un territorio circoscritto.

tratto da La casa del sale di Wilma Vedruccio, Ed.Kurumuny

foto di Fabio Protopapa, Rocco Castrignano e Mauro Minutello