Ostinata a fiorire

Wilma con fiore                                                                                      ph di Filomena Esposito

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   

Aveva ormai scordato com’era prima, forse prima non c’era ma, da quando avevano costruito il marciapiede, lei non aveva mai mancato una sola estate di fiorire. Era riuscita a farsi strada, spuntando da un seme smarrito, in una piccola fessura dove i rozzi mattoni non erano stati fatti combaciare perché era conficcato un palo, forse del telefono, forse della luce.

Nessuno l’aveva bagnata e lì intorno non c’era terra da orto, solo mattonelle, il palo e il suo sostegno di metallo. Non si riusciva a spiegare il fatto che fiorisse, le foglie erano un po’ rattrappite ma i fiori erano belli e delicati e i getti salivano fin oltre un metro lì nascosti e poi penzolavano all’ingiù vezzosi, con due tre fiori al giorno. In pieno sole, il sole impietoso della prima estate. A guardarla ci si stupiva puntualmente, come avrà fatto a vegetare e a fiorire? Mai una goccia d’acqua, era fuori dalla portata del rubinetto, ci si scordava di bagnarla, non si aveva tempo.

foto tratte dall’archivio del Gruppo FBFra le scrasce con Wilma“.
Brano tratto da La casa del Sale, ed. Kurumi di Wilma Vedruccio