Wilma con l’ombrello rosso

   Nel marzo del 2016 pubblicai nel gruppo un piccolo dipinto in cui raffiguravo Wilma in aperta campagna in prossimità di un gregge.
Lei con arguzia, commentò: -Mi emoziona essere soggetto in un dipinto piccolo e curato in ogni millimetro!
È la mia unica opportunità di essere contenuta in dimensioni così minute, in genere tendo a riempire spazi maggiori… Ma quando vide il secondo dipinto si commosse tanto e mi chiamò per dirmelo.
Era incredula per essere oggetto di tanta attenzione da parte mia.
Disse:- Spero che le mie finanze siano sufficienti!-
Le risposi: -E’ un regalo. E’ un ringraziamento da parte mia per il tuo instancabile impegno appassionato per noi delle Scrasce!-

La nostra amicizia divenne più profonda…

Il 20 agosto 2018 passeggiavo con mia moglie per le vie di Levico… -Remo, Remo…- Mi girai e la vidi. Era lei che mi chiamava forte (io non sentivo)!
Quell’incontro inaspettato fu un rinfresco in quella giornata calda e afosa e lei faceva fatica a camminare e a respirare, spesso ci fermavamo per riprenderci. Poi nel parco sostammo a mangiare un panino fugace.
A Settembre l’ultimo nostro incontro giù a Borgagne e poi al mare. Ci salutammo con la speranza di rivederci ancora….
Il 10 gennaio ci sentimmo per l’ultima volta.
-Sono stanca Remo- disse alla fine e ci salutammo, per l’ultima volta.

Ciao Wilma!

           di Remo Macrì

Dove sei ora Wilma?

E ora Wilma… dove sei?

Sei nelle gocce di rugiada che scivolano come carezze all’alba, nel vento irrequieto che spettina un prato di tulipani rossi, nel coraggio delle campanule che sfidano la vertigine sulla scogliera, in una ragnatela bagnata divenuta dipinto, nel mondo fatato delle orchidee, nelle segrete distese di iris azzurri, in un campo magico di anemoni viola, nei petali stropicciati di un cisto, nel delicato profumo delle mammole nascoste nel sottobosco, nei sentieri colorati dall’erica in fiore, nell’incatesimo della luce che attraversa le foglie al tramonto, nella tenerezza di quei fiori che guardano speranzosi a oriente, nei raggi argentei che illuminano la macchia in un plenilunio di una notte d’estate…

Sei nel mutevole divenire di tutta la bellezza del Creato che ci hai insegnato a scoprire, amare e proteggere quale dono prezioso da tramandare alla future generazioni.

La tua intrepida linfa scorre ancora “fra le Scrasce”, oggi emblema autentico di identità collettiva che vogliamo con forza tutelare e proteggere e dove, sono certa, oggi dimora il tuo senso di meraviglia, la tua innata curiosità, la tua sete implacabile di conoscenza, il tuo amore per la natura e la tua inestinguibile e indimenticabile gentilezza d’animo.

Dove sei ora Wilma? Sei nel cuore di ogni persona che ha avuto la straordinaria fortuna di conoscerti, sei nella natura, sei nel silenzio, sei negli occhi di ognuno di noi quando incontriamo la bellezza, sei negli occhi di ognuno di noi ogni tutte le volte che ti incontriamo ancora.

                                                                                                             di Alba De Pascalis