Gasdotto ? grazie NO

Si moltiplicano gli articoli che cercano di parlare della TAP in queste ultime settimane, nella stampa e sul web.
Era ora, dopo tanto parlar in sordina. Ma, permettetemi, molti di questi hanno un che di didattico, didascalico…non fanno che ripetere, come una litania, cos’e’ la Tap, da dove arriva, cosa si propone di fare, quanto aspira a raggiungere…con un linguaggio fatto da termini di “alta economia” come se la popolazione salentina ne facesse parte.
Poco si dice dello scompiglio che si propone di fare il “tubicino” in lande sopravvissute a una lottizzazione a gogo’. Come pezzi di dote, tenuti in disparte per essere poi offerti e sviliti al primo richiedente, cosi’ come poi e’ avvenuto.Poco si dice di quanto valore hanno assunto questi frammenti di costa per una popolazione minuta che ha visto diminuire sempre piu’ i luoghi dove poter pescare, piccola pesca, dove poter avvicinarsi al mare in una qualunque stagione, dove smaltire stanchezza e malessere cittadini con uno sport o l’altro o un altro ancora, su terra o fra le onde del mare.
Si, ci sono dei luoghi minori che, in quanto tali, un po’ fuorimano ( meglio, fuori delle attenzioni di tecnici d’ogni ambizione ) si costruiscono il loro ruolo, offrendo a una umanita’ spicciola, “minore”, non organizzata in funzione di cliente, tante opportunita’ di essere goduti in un rapporto rispettoso e spontaneo con la natura.
Non sono territori persi da offrire a una qualunque tap di passaggio
APPARTENGONO ALLA POPOLAZIONE