Per Madonne…il canto

Tota pulchra es Maria e Mariuccia e Concetta ed Anna, Angela, Domenica,
Roca e Michela, Sara, Miriam, Elvira e Palma
E tanti nomi ancora. Tutte belle e immacolate.
Passavano i giorni, lunghi, fra lavoro e silenzio.
A raccogliere olive, cicorie, spighe.
A sfregar pavimenti e biancheria.
Ad accender il fuoco e cuocer semi duri “alla pignata”.
A fare il pane per gli altri, per sé una pagnotta.
A far crescere tele di filo per la tavola e i letti altrui.
A crear gioielli di filo, con maestria di dita sottili per tovaglie d’altare immacolate.
Poi il rosario all’imbrunire. Tutte insieme.
Il rosario che scorre fra mani odorose di bucato o di farina.
Per ogni grano un cruccio, una paura, un dolore che si prova ad allontanare.
Fra una “posta” e l’altra sospiri che aiutano a domar desideri incauti,
ad accettar le “mortificazioni” della vita con rassegnazione.

Ave Maria … Santa Maria … Ave Maria … Santa Maria…
Consolazione collettiva, canto e controcanto per tornare a sperare.
E la speranza piano piano torna e rigonfia il cuore.
Nuovi progetti si alimentano, nuovi desideri covano silenziosi.
E si può tornare ad affrontar fatiche, a mandar giù bocconi
quasi sempre amari, dolci a volte, rare.
Una Madonna il modello a cui aspirare, una Madonna bella fra le tante,
trionfante in trono col Bambino, con ghirlande di rose,
incoronata di stelle, con lo sguardo pieno di “pietade”.
Dedizione ed Abbandono insieme
Tenacia e Rassegnazione.
L’odor di “gesuini” a maggio, che riempie l’aria dei cortili all’imbrunire
narcotizza il dolore mentre si chiude il canto
…Com’era nel principio, ora e sempre
Consapevolezza corale.

 27 aprile 2006, Belpaese                                   Wilma Vedruccio

 

 

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