Le zinie nell’orto (dedicato a mio Padre Pippi Vedruccio)

Da un anno all’altro i fiori secchi, diventati scuri, venivano conservati, coscienziosamente,  “sullu  finesciu” dove c’era un microclima secco che non li faceva ammuffire e dove si rifugiava il gatto di turno per stare in santa pace o per dar la caccia ai gechi.

Poi venivano sbriciolati in carta da giornale, pronti per essere seminati  fra la terra ben fresata in primavera, in un’area piccola, fra la “ruddhra” del basilico e quella dei pomodori, oltre allu  pitrusinu .

Una cornice di terra li proteggeva in attesa che spuntassero ed intanto tratteneva l’acqua delle innaffiature.

Poi, dopo giorni e giorni, cominciavano a venir fuori due foglioline, combacianti come piccolissime mani in preghiera, che si aprivano simmetricamente quasi ad accogliere il sole. Poche, poi tante frammiste ad altre erbe che bisognava estirpare.

La cura si faceva quotidiana, per via delle erbe, per via delle lumache, per via del sole che seccava lo strato superiore dell’aiuola fino a farla spaccare.

Si facevano alte intanto le piantine, mettendo coppie di foglie alternate, bisognava diradare … trapiantare qualcuna nei filari delle melanzane.

Crescevano bottoncini in cima in cima, precoci, data l’esilità delle pianticelle, e allora il Padre li toglieva, per farle irrobustire  e alla bimba un po’ doleva il cuore.

Ramificava infatti la pianta, pareva seguire una regola matematica, a 2 a 2 da ogni nodo si allungavano i nuovi rametti, ciascuno con suo bel bottoncino.

A spiare attentamente si poteva indovinare il colore dei fiori, si aprivano lentamente, uno ad uno i petali delle zinnie da quello scrignetto verde con scaglie disegnate.

Ed era una fiera di colori, così da un giorno all’altro, magnifiche corolle si dispiegavano al sole, quelle semplici con un sol giro di petali e quelle doppie che signoreggiavano ricche nell’aiuola.

La gamma dei colori era variegata, dal bianco verdolino al rosso cupo, rosso cardinale. Giallo limone, giallo oro, giallo sole. Arancione. Rosso aranciato, rosso fuoco, rosso passione. Viola nelle varie nuances che il colore sa prendere. Rosa.

Una vera festa stare a guardare …  e le farfalle, api, calabroni, e il pesante bombo !!! arrivavano numerosi a banchettare  nel cuore dei singoli fiori, un trionfo ulteriore con stami e pistilli in bella mostra, un piccolissimo fiore nel fiore, un vero e proprio scialo da godere.

Il tutto grazie alle mani sapienti di un Padre silenzioso e schivo che mai dimenticò di dar da bere ai fiori, di allontanare piccoli predatori, di conservare i semi delle zinnie più belle, e di portare le più belle alla sua donna.

Wilma Vedruccio

13 agosto 2015-08-13

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