In Preghiera

IN PREGHIERA

 

Ciascuno secondo i dettami della propria coscienza” si preoccupa di dire la didascalia stampigliata in alto, su questa bellissima immagine di Norman Rockwell, e non si può certo dargli torto, creare un contraddittorio, opporre argomenti, fare dei distinguo, qualunque sia il credo.

L’autore  mette in primo piano una frazione di una più ampia moltitudine, people ,in preghiera; e già questo sguardo, questa scelta stilistica, dice che sono le singole persone a fare una folla, e dalla massa informe si stagliano profili d’uomini e donne, ciascuno con il proprio sguardo, con i propri sentimenti, con la propria storia.

Pochi tratti per ciascuno, una pettinatura, per indicare l’età, la cultura, per accennare al carattere, alla storia, al ceto di appartenenza.

Sembrano aleggiare i pensieri, in questo focus ravvicinato di teste di oranti,

interrogativi che rimangon senza risposta, ricerca del senso delle cose mentre le mani giunte dicono della accettazione, della rassegnazione, ma anche delle speranze ancora vive.

Le orecchie tese a cogliere il messaggio, forse nelle parole del celebrante che non si vede, forse da una rivelazione autoctona, che salga da se stessi, che affiori al lume della propria consapevolezza, verità come eruzione dal vulcano del proprio cuore.

Le orbite accolgono sguardi ciechi all’intorno ma vigili, inquieti, smaniosi di guardare dentro, di fare semplicemente luce lì dove regna una penombra da sempre, e le pupille fisse rivelano la fatica di farsi strada nei fatti della storia di ciascuno, di ritrovarsi in una mappa universale di umanità.

E le rughe delle figure in primo piano, in ordine come le capigliature, profonde, solchi nella carne, dignitose più che medaglie, sembrano referenze da mostrare al Signore, testimonianze vive di fedeltà.

Scivola un rosario dalle mani giunte nella preghiera, piccolo cedimento alla vanità della bellezza, e i grani dicono uno a uno promesse, fatiche, delusioni, speranze, piccole colpe e grandi impegni da sostenere.

L’immagine è avvolta dal silenzio, non si avvertono cori o melodie, ma è come ascoltare la musica dell’anima, dove ciascuno è uno strumento solista nell’orchestra dell’umanità.

 

7 aprile 2012-04-07                                                           Wilma Vedruccio

Questa voce è stata pubblicata in Pensieri in volo. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *