Festa degli Alberi

C’è ancora qualcuno che ricorda questa data e che vuol far festa agli alberi.

A quali alberi? Agli alberi, a tutti gli alberi sopravvissuti comunque.

Agli olivi ovviamente. Ai pini delle pinete.

Agli alberi dei giardini, pubblici e privati.

Per gli altri alberi, più che una festa, ci vorrebbe un inno, un canto antico, un rituale religioso, perché grande è la loro forza, la capacità di resistere, di fiorire comunque.

Agli alberi sopravvissuti agli incendi, che ritornano a verdeggiare.

A quelli lungo gli argini delle strade, che quali fari, segnano il cammino.

Agli alberi che nessuno innaffia e pur non seccano.

A quelli quasi senza nome, nati da soli fra pietraie.

Ai rari alberi lungo le scarpate delle ferrovie che segnalano il cambio delle stagioni ai viaggiatori pensosi e stanchi.

Agli alberi costretti a trapianti arditi, stupidi e prepotenti, di moda.

Agli alberi che invecchiano nei vivai, mai scelti, perché non più di moda.

Agli alberi dimenticati fra i giardini che continuano a far frutti fra rovine…aranci… limoni… mandarini…come nelle vecchie filastrocche.

Agli alberi che fanno ombra nei parcheggi, dai rami spezzati, sempre.

Agli alberi super potati da improvvisati potatori.

Agli alberi dalle cime mozzate perché non vadano troppo in alto verso il cielo.

Agli alberi stretti stretti nelle siepi, a far da muro o frangivento senza poter stendere i rami per far entrare il cielo fra le fronde.

A quelli mai potati. Agli alberi dei marciapiedi, fra le mattonelle.

Agli ulivi super concimati, avvelenati, costretti fra “ tappeti di muschio” perché da quella terra non nasca più un filo d’erba.

Perché far festa agli alberi?

Forse perché scandiscono il tempo della nostra vita, le stagioni una dopo l’altra.

Perchè nel tronco scuro conservano in silenzio i nostri giorni, i nostri anni, che a noi sfuggono dalle mani, dalla mente.

Perché sanno raccontare meglio che con le parole, la bellezza e la gioia d’esserci.

Perché solo loro sanno tenere uniti cielo e terra.

Il loro sangue è linfa, il loro respiro è aria.

Noi non sapremmo, da soli, respirare.

 Wilma Vedruccio

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