Fantasie di fine stagione

Il vento da nord ha allontanato un po’ di turisti e riaccende fantasie marinare.

Prepotente ti riempie il cuore un’atmosfera di Conrad o di Simenon…

Ed improvvisa ti prende la voglia di una serata in un locale in riva al mare, con bicchieri che tintinnano sui tavoli, forse rhum forse altro che non so…
E racconti, sprazzi di storie di vita, di navigazioni, raccolti fra un brano e l’altro di una musica d’Irlanda.
E l’odore di salsedine che entra prepotente dai finestroni.
E la luce della luna che sorge tardi e mette le distanze fra sé e questo mondo di naufraghi.
E il cielo blu, profondo più  che gli abissi marini, racchiude ciascuno nella sua solitudine esistenziale.
Perciò si è  qui in tanti, in questo locale appena illuminato come una imbarcazione, dove son le incertezze della vita a creare il moto ondoso sotto i piedi, dove le ombre tagliano i volti in ritratti meglio dei pittori, dove la musica allarga gli orizzonti e si avvistano sirene e vascelli fantasma.
È  qui che tu affidi pezzi del tuo animo, frammenti di storia, a chi sta di fronte al tuo tavolo e ti ascolta, perlomeno annuisce al tuo racconto.
E non importa se l’ora si fa tarda, il tuo sogno è  qui, su questa zattera, che si popola di chi non c’è  più, di chi verrà e ancora non conosci.
Bevi piano le ultime gocce nel bicchiere, calde più  che mai, le hai scaldate girando e rigirando il bicchiere nel mentre raccontavi di ciò  che avevi sognato e mai realizzato…e sanno di un rosolio mai bevuto.
Ora ti guardi attorno, qualche turista infreddolito ancora c’è, non c’è più lo sconosciuto a cui hai affidato parte di te nel tuo racconto.
La luna tace e pare voglia dirti che tutto è  come è  sempre stato…
Domani ti toccherà trovar parcheggio, i turisti sono ancora qui a sguazzare nel tuo mare.
W. VEDRUCCIO
22/AGOSTO/2016
Questa voce è stata pubblicata in Pensieri in volo. Contrassegna il permalink.

Una risposta a Fantasie di fine stagione

  1. Remo Macrì scrive:

    Intanto vengo informato ( o forse lo sapevo e me ne ero dimenticato ) del sito web;

    È l’affidar a sconosciuti, parte de nostri pensieri, è ciò che più ci accomuna e mi piace.
    A loro ci apriamo come a un confessore che non è della tua parrocchia certi che custodirá i nostri segreti portandoseli via con sé

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *