Angelo di Dio

     E’ una preghiera che s’impara presto, senza bisogno di catechismo, ben si presta a essere mandata a memoria in tenera età, con un interlocutore un po’ fiabesco quale è un angelo del cielo, e la mamma che prende i polsi appena abbozzati, con le pieghe della pelle, e traccia un segno di croce con le manine del suo bimbo ignaro, quale marchio di protezione per il futuro.

Un segno, una preghierina e si può affrontare il mondo con tutti i suoi pericoli, bisce che scappano e lasciano integri i piedini, muri che si scansano nella rincorsa dei giochi, abissi che s’addomesticano come nei cartoons  americani… grazie a un angelo custode, il mondo si fa a misura di bambino.

      La si torna a considerare poi, quando già la vita ha impresso i segni distintivi della propria storia, nella sequenza dei verbi che fanno appello all’angelo di prima:” illumina, custodisci, reggi, governa…” consapevolezza dei limiti alla comprensione, della fragilità, della impossibilità di far fronte alle insidie, della incapacità di tenere la rotta della vita in piena autonomia.

Bisogno di aiuto, richiesta di aiuto tout-cour . A chi? A un angelo divino, garanzia di efficienza e discrezione.

Il riferimento a una “Pietà Celeste” conclude la breve preghiera, semplice e senza pretese, con un cenno a una gerarchia autorevole e suprema.

 

     Poche parole dunque, per una richiesta di collaborazione veloce, quasi un telegramma (o una mail o un sms ) a cui basta cambiare un possessivo, un pronome personale, per rendere la preghiera…universale!

Sì, è questa la magia! Forse gli addetti ai lavori (pardon, alle preghiere..) avrebbero da ridire…ma pensate che, superate le urgenze personali, con la semplice sostituzione di “mio” con “suo”, (suo di lui o suo di lei, non importa) si può fare la preghiera per una persona cara, per allontanare da lei

i pericoli della vita; usando “loro” si diventa sensibili a tutta l’umanità, una concordanza al plurale e…il gioco è fatto! Avremo scomodato tutta una schiera di Angeli Custodi, sicuri del loro intervento perché incaricati dalla Pietà Celeste, a cui, per statuto, non si disobbedisce.

La protezione civile, a ragione, li prende a modello, e non è da meno nell’intervenire con sollecitudine a salvare qualcuno che…s’era scordato di recitare la preghiera del mattino.

 29agosto2011-08-29                                            Wilma Vedruccio

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