PLENILUNIO DEL 9 LUGLIO 2017-SANT’ANDREA

Ieri sera ho avuto modo di constatare che i libri hanno una vita propria, tempi propri, un loro carattere.
La casa del sale, edito da Kurumuny nel 2013, più volte proposto, letto alla spicciolata in quanto consiste di racconti brevi, nelle mani di nuovi lettori, ha rivelato aspetti che erano rimasti nascosti negli incontri degli anni passati.
In verità il luogo ha fatto la sua parte e si è quasi riappropriato della sua anima, ha preteso una specie di copyright 🙂
Torre Sant’Andrea illuminata dal plenilunio di Luglio, ha intriso di suggestioni la lettura che si andava facendo di alcuni racconti e mi ha rivelato l’antica ispirazione.
I partecipanti erano quasi guidati da essa, la Luna, nello scegliere i brani che però sembravano nuovi, appena scritti e parlavano a noi, lì presenti, discorsi vivi ed attuali.
Si è dedicata l’intera iniziativa alle tante persone che in questi mesi si stanno impegnando a rigettare il progetto per il gasdotto Tap, una iniziativa NO TAP, decisamente.
Ringrazio gli amici, Giusi DoriaPalmina Surdo, Lucio Toma, che con le loro voci e sensibilità, hanno restituito al libro una nascosta parte della sua essenza.

PLENILUNIO DEL 9 LUGLIO 2017- SANT’ANDREA

Ieri sera ho avuto modo di constatare che i libri hanno una vita propria, tempi propri, un loro carattere.
La casa del sale, edito da Kurumuny nel 2013, più volte proposto, letto alla spicciolata in quanto consiste di racconti brevi, nelle mani di nuovi lettori, ha rivelato aspetti che erano rimasti nascosti negli incontri degli anni passati.
In verità il luogo ha fatto la sua parte e si è quasi riappropriato della sua anima, ha preteso una specie di copyright 
Torre Sant’Andrea illuminata dal plenilunio di Luglio, ha intriso di suggestioni la lettura che si andava facendo di alcuni racconti e mi ha rivelato l’antica ispirazione.
I partecipanti erano quasi guidati da essa, la Luna, nello scegliere i brani che però sembravano nuovi, appena scritti e parlavano a noi, lì presenti, discorsi vivi ed attuali.
Si è dedicata l’intera iniziativa alle tante persone che in questi mesi si stanno impegnando a rigettare il progetto per il gasdotto Tap, una iniziativa NO TAP, decisamente.
Ringrazio gli amici, Giusi DoriaPalmina Surdo, Lucio Toma, che con le loro voci e <div class=”fb-post” data-href=”https://www.facebook.com/photo.php?fbid=1410795775666601&amp;set=a.114799988599526.23242.100002085775857&amp;type=3″ data-width=”500″ data-show-text=”true”><blockquote cite=”https://www.facebook.com/photo.php?fbid=1410795775666601&amp;set=a.114799988599526.23242.100002085775857&amp;type=3″ class=”fb-xfbml-parse-ignore”>Pubblicato da <a href=”#” role=”button”>Donato Santoro</a> su&nbsp;<a href=”https://www.facebook.com/photo.php?fbid=1410795775666601&amp;set=a.114799988599526.23242.100002085775857&amp;type=3″>Domenica 9 luglio 2017</a></blockquote></div>sensibilità, hanno restituito al libro una nascosta parte della sua essenza.

COME SE LE STELLE RIDESSERO

Lo spettacolo  a conclusione di un laboratorio di teatro, tenuto da Marta Vedruccio, ai bambini di varie età di Melendugno.

Uno sei soliti saggi di fine anno scolastico ? No, non solo…sarebbe riduttivo.

Alla base il piccolo libro di Antoine de Saint-Exupéry, che, con l’inganno di raccontare ai bimbi, sa toccare corde emotive agli adulti.

La storia diventa pretesto per un raffinato esercizio teatrale, dove i piccoli interpreti si muovono responsabilmente e con disinvoltura sul palcoscenico come fra le mura domestiche, quando mamma e papà sono fuori.

Pochi oggetti di scena ed ecco si succedono i mondi “universo chiuso” del Re solitario, del Vanitoso, dell’Uomo d’affari, del Geografo, dell’ Ubbriacone, del Lampionaio.

La storia prosegue dando a più bambini la possibilità di vestire i panni del Piccolo Principe, che non per questo perde la sua incantata identità.

C’è il capriccio della rosa,” unica al mondo”,  c’è il suo pianto. C’è il coro di risa delle rose, tutte “uniche al mondo”.

C’è la Volpe che argomenta sulla opportunità di creare legami e chiede di essere addomesticata … ma la scena corale, movimentata, sostenuta da una musica scritta appositamente,  contraddice con grande ironia l’unicità dell’addomesticamento perché permette la moltiplicazione delle volpi, grazie ad un semplice oggetto di scena, la maschera della volpe, che i bambini indossano a turno creando, magicamente, un “addomesticamento” collettivo.

Ecco che la necessità di render partecipi tutti i bambini si coniuga con una cifra interpretativa moderna che scardina ciò che nel libro può risultare troppo edulcorato  e lo carica di ironia e buonsenso.

Si va verso la fine della storia con leggerezza narrativa a cui molto contribuisce la scelta teatrale delle due figure  fuori scena, da commedia dell’arte, che fanno da nesso nei cambi di scena.

Deposta la maschera tutto si svela e gli applausi scrosciano in sala, dove genitori attenti e nonni affettuosi, non nascondono il divertimento e l’emozione.

Gran bella prova di teatro, brava Marta !!!

Wilma V.

2 luglio 2017-07-02