PLENILUNIO DI FINE OTTOBRE

Può succedere di andare incontro alla luna che sorge nel plenilunio di mezzo autunno, tornando da un mare all’altro mare in terra salentina.

S’intravede rossa, quale arancia già matura, fra le chiome dei pini di Santa Caterina, sembra indecisa sulla direzione da prendere, poi la ritrovi che s’alza ritrosa sulla carreggiata del rettilineo che da Galatone porta a Galatina, discreta, avvolta da vapori, t’illumina il cammino e non ti senti sola…ti salgono alle labbra vecchie canzoni di cui non ricordi le parole, e i chilometri scorrono senza pesare, senza dover abbassare i fari o frenare.

Fanali di luce gialla le fanno da codazzo nella via principale che va verso il centro di Galatina, l’arco della porta, Porta Luce, bianco e tondo tondo sembra voler emulare la Luna che lo sovrasta di un palmo appena, poi sei distratto da altre piccole sfere di luce, rosse oppure verdi che ti permettono di andare oltre senza intoppi.

Verso Soleto la vedi che scansa appena il campanile, che diventa ancora più bianco nella luce lunare, mentre giù, fra le strade, i globi dei lampioni con una luce giallo-antico, rimanda indietro la memoria, a un medioevo appena passato o forse mimetizzato ancora in mezzo a noi.

Sulla via che va a Martano, gioca la luna a nascondersi dietro a un ponte e spuntare da un altro, regna sovrana sopra i ponti della ferrovia…  ferrovia sì… anche se non passano i treni, giù c’è una via ferrata.

Corre il pensiero a un’altra strada, la statale n*16, massacrata da rifacimenti proprio in questi giorni… chissà come bello percorrerla con la luce della luna, da Maglie verso Otranto, sarà la sua luce canto di sirena… con ai lati una terra sventrata e denudata.

La luna è ora vestita di veli, sembra una cornucopia che dispensa luce su una campagna antica, brillano le chiome degli ulivi mosse appena da una sommessa tramontana. S’è alzata nel cielo e si sposta ora a destra ora a sinistra sulla carreggiata ed è un rincorrersi come fra ragazzetti…ti prendo non mi prendi sì ti prendo…

Nella Valle degli Olmi, giù a Borgagne, passa da un ramo all’altro dei vecchi alberi, carezza le foglie ad una ad una prima che la tramontana le rubi e dà una sbirciatina al nuovo campanile, per controllare l’esattezza della sua orbita, la vanitosa.

Negli ultimi chilometri è padrona, del cielo e della terra. La strada in questa stagione è ormai deserta, la luna si fa sirena e ti attira giù nella discesa verso il faro di Missipezza, a Sant’ Andrea. Lì ti accoglie solitaria, fa festa per il tuo ritorno con  mille faville d’acqua e tu ti senti a casa.

Dallo Jonio all’Adriatico in una sola serata, in compagnia della Luna.

Si consiglia di dare una sguardo alla cartina.

 30 ottobre 2012-10-30                             Wilma Vedruccio